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  NUOVO QUADRIENNIO PER L’A.I.T.E.

IL NUOVO QUADRIENNIO PER L’A.I.T.E.

L’associazione già forte ora continuerà a crescere nell’interesse comune di tutti i tecnici in Italia. Da stima approssimativa sono circa 5000 i tecnici, molti dei quali in attività e gestori di centri ippici.
La figura del tecnico comprende:
• Tecnico di turismo equestre
• Tecnico di equitazione di campagna di 1^livello
• Tecnico di equitazione di campagna di 2^ livello
• Tecnico di equitazione di campagna di 3^livello
Molti sono gli specializzati nelle varie discipline dall’endurance alla monta da lavoro , dal cross all’orientamento, al T.R.E.C. , ai ordinatori dei raduni, a tante altre discipline.
Un riguardo particolare alla monta western, che da sola racchiude numerose specialità: team penning, barrel racing, pole bending, reinning, gimkane, catting, roping e tante altre.
La monta western ha un continuo incremento e come tale va considerata i suoi tecnici sono una parte vera dell’equitazione italiana.
La figura del tecnico equestre comparve nell’anno 2000, quando il Sig. Cosimo Porcari e l’A.T.E. presentarono alla F.I.S.E. un progetto che vedeva indispensabile la nascita di questa nuova figura professionale, che si affacciava nel mondo equestre, figura utile per la F.I.S.E. che si apprestava ad accogliere in nuovi dipartimenti le infinite nuove discipline sotto il suo diretto controllo.
Il tecnico come nuova figura professionale di formazione prendeva in carico quanto di sua pertinenza e che gli istruttori federali F.I.S.E. delle discipline olimpiche poco o niente conoscevano, occupandosi di istruire questa nuova grande massa di cavalieri che si riversavano nella federazione.
Alcune problematiche fecero sì che il Pres. Allora in carica, Ing. Cesare Croce, per compiacimento suo e di alcuni altri affossasse l’A.T.E. , associazione tecnici equestri, che seguiva la crescita degli stessi tecnici con l’avvallo di un protocollo di riconoscimento F.I.S.E. .
Il “despota” Ing. Cesare Croce, con un uso di potere illegittimo, ancora oggi discutibile davanti al Garante, fece fondare l’A.I.T.E.C. , associazione italiana tecnici di equitazione di campagna, dai signori Franco Mosca, Massimo Garavini e company, che misero a capo della suddetta associazione il Signor Andrea Piccolo, figlio di una fidata delegata per la Valle d’Aosta, la signora Giovanna Piccolo, responsabile anche della riabilitazione equestre nazionale F.I.S.E. .
Il signor Andrea Piccolo, dopo alcune comunicazioni, provando forse rimorso, si dimise dalla presidenza, dimostrando sensibilità al problema.
Nacque così il C.T.E. , confederazione tecnici equestri, a capo della quale il Presidente Cesare Croce volle l’Ing.Franco Mosca, uomo di sua assoluta fiducia, e mise nel consiglio tutti i suoi gregari.
Come tutti i tecnici sanno,l’ Ing. Franco Mosca, che doveva essere al servizio dei tecnici, fu invece totale suddito al comando di Croce, che per premiarlo, pensate, lo nominò capo dipartimento per l’equitazione di campagna a Roma, incarico notevole.
Non aggiungo a proposito altro, e continuo ad illuminarvi con i fatti.
Anno 2008: arriva inesorabile la resa dei conti.
Il C.T.E. candida contro la lista del Pres. Uberto Lupinetti alle lezioni regionali in Lombardia, il signor Francesco Bussu, come tecnico.
Allo scrutinio finale il candidato Francesco Bussu prende 13 voti contro i 137 dell’altro candidato.
Il risultato è persino offensivo per un ex consigliere federale come lui.
Ma il C.T.E. non dà peso al primo campanello d’allarme che lo avverte di non essere assolutamente gradito.
È convinto di continuare ad esercitare un grande potere che gli deriva dal Presidente Cesare Croce.
Accantonata la figuraccia di Milano, trova un altro candidato per il consiglio federale a Roma. Il nuovo martire è Paolo Valentini, e dopo una spericolata campagna elettorale, il 29 novembre 2008, all’assemblea nazionale emerge ancora una volta un risultato a dir poco sconcertante.
Le vane speranze del C.T.E. spariscono.
Il risultato per il candidato del C.T.E. è una catastrofe: 4 preferenze su 550 tecnici votanti presenti ed aventi diritto.
A Roma si rasenta il ridicolo, se si pensa poi come un candidato quasi sconosciuto e non appoggiato da nessuna lista, il Cap. Andrea Pantano, prende 114 voti, senza l’appoggio del C.T.E. che pur si vanta di rappresentare tutti i tecnici d’Italia in Federazione.
Il C.T.E. precipita nel baratro insieme all’ex Pres. F.I.S.E. Cesare Croce. Una figuraccia da dimenticare!
Sembra che quanto accaduto sia da imputare anche ai nostalgici dell’A.I.T.E., che finalmente si sono ben ricordati delle tante battaglie fatte nell’interesse dei tecnici ( fra le tante: lo sconto del 50% al rinnovo annuale dell’abilitazione a montare per i tecnici come per gli istruttori, diritto fatto poi togliere passivamente senza alcun contrasto da parte dell’ Ing. Franco Mosca).
La volontà di Cesare Croce veniva giustificata come necessità di acquisire fondi per l’acquisto dei Pratoni del Vivaro( mai presi), conseguenza: al il Presidente così accomodante del CT.E. in seguito venne data la poltrona di capo dipartimento per l’equitazione di campagna a Roma e ai tecnici non restò che il silenzio, se non volevano essere radiati.
Al Sig. Cosimo Porcari dell’ A.I.T.E. , in aperta apposizione al regime di Cesare Croce, veniva contrastato ogni progetto. Anzi gli venivano tolti titoli e qualifiche, causandogli grave danno, dopo tutto il lavoro che lo stesso aveva svolto in tutta Italia in nome della federazione.
Quanto accaduto è parte del passato.
Ora però, come l’A.I.T.E. e il signor Cosimo Porcari hanno accettato tutto questo calvario, il C.T.E. ed i signori: Franco Mosca, Massimo Garavini, Andrea Piccolo, Marcello Biava e gli altri( in verità pochissimi) prendano coscienza del loro totale fallimento nel rappresentare i tecnici a livello nazionale.
Si ritirino quindi a riflettere sul loro operato e su come il miraggio del potere abbagli e faccia commettere gravi errori di valutazione, e addirittura porti a tradire amici, cause ed ideali giusti, portando via il lavoro faticosamente fatto da altri( gravissima colpa e grave delitto, mai dimenticato).
Per chi non fosse informato sui fatti, questi influenti signori del C.T.E. erano in origine i consiglieri dell’ A.T.E., fondata dal Sig. Cosimo Porcari, colpito poi alle spalle e fatto emarginare.
Visto il fallimento del C.T.E. nella gestione del grande patrimonio rappresentato dai tecnici nell’equitazione italiana, ai loro responsabili non rimane che prenderne atto e chiudere così un capitolo non certo edificante.
Forse ciò potrebbe restituirgli un po’ della dignità perduta.
Un vento nuovo percorre l’Italia degli sport equestri, l’A.I.T.E. crede e spera nel cambiamento. Presto ci auguriamo arriveranno le prime conferme.
Ma intanto ai tecnici di ogni regione io mando questo messaggio:
posso anche non piacervi e non rappresentare il vostro ideale di leader, ma statemi vicino per crescere, per essere considerati, non solo in Italia, ma in Europa.
Profondi e radicali cambiamenti avverranno nelle gestione delle discipline e dei tecnici: noi dobbiamo essere certi che questo cambiamento sia positivo e a favore dei tecnici, anche nella futura riforma nella formazione e negli avanzamenti.
Voi siete l’energia e la forza di voi stessi, io sono solo il vostro ambasciatore!
Preoccupiamoci insieme delle nostre qualifiche e di come crescere!
Noi , come gli istruttori, siamo parte integrante della federazione; non abbiate paura, non state nell’ombra!
Siate forti delle vostre qualifiche, noi eviteremo che ci siano altri perseguitati ingiustamente, e metteremo al bando le inquisizioni contro chiunque.
Coloro che mi hanno conosciuto, sanno del mio parlare diretto e della mia trasparenza; ho sempre tenuto fede nel tempo agli scopi dell’A.I.T.E. : aiutare e sostenere i tecnici in ogni modo.
A conferma di quanto scritto, mentre io subivo umiliazioni, portaborse, venduti, ruffiani e mercanti senza valore( sia uomini che donne) facevano strepitose carriere e alcuni enti strappavano indegnamente protocolli per formazione ed equiparazione, qualcuno ancora oggi.
Controllate se quanto asserisco non è verità.
Il mio scopo è di creare una grande associazione di tecnici di tutte le specialità, creare un albo riservato ai tecnici ed essere attento alla formazione futura.
Abbandoniamo invidie ed ipocrisie e pensiamo solo a quanto valiamo tutti insieme. Io vi dico: tantissimo!!
Da soli, ognuno di voi è cosciente di essere facile preda dei poteri forti che si vengono a creare.
Non prestate orecchio a chi considera la figura del tecnico inutile ed impreparata; tutti possiamo migliorarci!
Non lasciamo niente al caso. Dopo tanti costi e sacrifici, non permettiamo che la figura del tecnico venga sminuita, usata come merce di scambio e portata verso la nullità professionale.
Non possiamo permetterlo!
Battiamoci per i nostri diritti. Poco importa se ancora una volta in pochi pagheranno l’ardire di farsi ascoltare, per ottenere i privilegi per molti: fa parte della vita.
Vi invito a formare una grande realtà, la nuova realtà dei tecnici equestri in Italia.
L’A.I.T.E. non vuole essere un sindacato né un comitato preposto alle liti, ma vuole costruire un futuro per tutti, in armonia.
Tutto questo ci auguriamo avvenga anche in collaborazione con l’A.N.I.E. , associazione nazionale istruttori di equitazione.

Vi saluto caramente, con un abbraccio fraterno
Cosimo Porcari

Milano, 17 Gennaio 2009

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